Il governo del fare e il ministro del voler fare, parte I
Scritto da Giovanni Puglisi 11 Marzo 10 - 20:34
Sono giorni febbrili a Montecitorio, quelli tra gennaio e febbraio. Ci sono molte cose da fare nel governo del fare. C'è da far approvare alla Camera la legge sul legittimo impedimento, il disegno di legge Valentino anti-Spatuzza e salva-Dell'Utri (depositato in commissione giustizia al Senato), subito accantonato per il vespaio di polemiche che ha attirato, ma mai ritirato.
Scoppia lo scandalo sulla Protezione civile e il conseguente arresto della ridente cricca di un altro uomo del fare, Guido Bertolaso. Il governo del fare decide che occorre proteggerlo ancor prima che si sappiano i capi di imputazione. Tra le colate di fango da cui super Guido si deve difendere tra un tg e un talk show, deve anche affrontare smottamenti e frane, che spazzano via paesini costruiti abusivamente su terreni argillosi; persino l'onda nera di petrolio proveniente dall'ex raffineria di Villasanta dal Lambro si è già riversata nel tratto piacentino del Po e si sta dirigendo verso il Veneto. Non lo lasciano tranquillo.
Nel frattempo scoppia lo scandalo Fastweb e il coinvolgimento del senatore Nicola Di Girolamo con la 'ndrangheta. E gli uomini del governo del fare si devono arrendere all'evidenza che il senatore occupa un posto abusivo a Palazzo Madama. La cassazione, intanto, prescrive dal reato di corruzione Davis Mills, colpevole di aver mentito ai giudici per aver favorire Berlusconi. Anche se il reato era stato "condonato" dalla ex Cirielli. Berlusconi, ovviamente, non è contento, perché vorrebbe l'assoluzione con formula piena e - come suo solito fare - attacca i magistrati.
Gli uomini del fare, quindi, fanno, agli ordini del capo, ma c'è anche chi, tra questi, vorrebbe fare ma non vi riesce.
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Simone Aversano, beneventano classe '89, è studente di giurisprudenza presso l'università del Sannio e collaboratore di diverse testate giornalistiche: Sanniopress, il blog-notes fondato da Billy Nuzzolillo nel 1999, il settimanale sannita online Sannio Week, il settimanale sannita Messaggio D'Oggi, il magazine online Caffè News (http://www.caffenews.it/), di cui è vicedirettore, il non-periodico di discussione studentesca Inform-Azione. Si impegna a fondo nell’ambito dell’associazionismo, con l’associazione studentesca Demos e con il gruppo civico Benevento città racconta.
Ho conosciuto Simone attraverso un mio amico, Gianluca, anche lui studente in legge a Benevento, e mi è venuta sin da subito l’idea dell’intervista. Abbiamo organizzato l’intervista via mail, perché proprio in questi giorni mi sono trasferito a Lisbona. Ho iniziato qui a leggere Caffè News Magazine, giornale on line che trovo davvero interessante. È bello poter leggere qualche articolo che parla della Campania quando si è lontani; fa piacere, soprattutto, sapere che nel deserto che è il nostro Sud ci sono pur sempre persone che si danno da fare, con passione e competenza, a raccontare ed analizzare i problemi, ad avanzare proposte. È bello infine fare una pausa dalla peraltro neanche troppo stressante vita della capitale portoghese, per gustare un buon caffè italiano su Caffè News Magazine. Fondato da Paolo Esposito, il giornale si presenta così ai lettori:
«Non un semplice bar, il più delle volte regno della perdizione, ma un luogo in cui ci si può gustare ‘na tazzulella e’ cafè, o del buon the con dei biscotti, od anche un cappuccino. E tra un caffè e un cappuccino poter scegliere un giornale per conoscere gli avvenimenti del giorno, magari seduti a tavolino, trovandosi così a discuterne con i propri vicini, scambiando con loro qualche battuta, quattro chiacchiere. Questa è la filosofia di Caffè News Magazine che ha preso il via il 31 Ottobre 2005 e che si ispira a "Il Caffè", il periodico più importante e prestigioso della cultura illuministica italiana nato a Milano nel 1764 ad opera di Pietro Verri».
Aggiungi un commentoTutto quello che dovete sapere sugli Oscar 2010
Scritto da Valerio Moggia 09 Marzo 10 - 22:24
Il duello che con lapalissiana fantasia è stato definito “Davide contro Golia” si conclude in maniera conforme alla leggenda. Il colossal di James Cameron straccia il precedente Titanic ai botteghini, ma delude sul red carpet (vedi Avatar e la nuova era), confermando la lunga avversità dell’academy nei confronti degli sci-fi (basti vedere le magre figure di 2001: Odissea nello spazio, Blade runner, E.T., ecc.).
Trionfa, invece, il war movie a basso costo The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, ex moglie di Cameron, prima regista donna a vincere l’Oscar, in un’annata che ha visto la guerra al centro dei temi preferiti dalla giuria (oltre al film della Bigelow anche Bastardi senza gloria, The messenger e lo stesso Avatar).
L’occhio della Bigelow è freddo e cinico, "riesce a farti odiare la guerra pur mostrandotela attraverso gli occhi di un uomo che ne è assuefatto", dice Gianni Canova; riesce a tendere i fili della tensione per tutto l’anno che il nostro protagonista (l’ottimo Jeremy Renner) passa a Bagdad, per poi mollarli dopo il suo ritorno in America, giustificando il sorprendente finale. Non per niente, la regista californiana, donna stupenda nonostante i suoi cinquantotto anni, ottiene anche il premio per la miglior regia, il suo The Hurt Locker vince anche la miglior sceneggiatura originale (strappata a Tarantino), il miglior montaggio, il miglior sonoro ed il miglior montaggio sonoro.
Un panino, il mio regno per un panino
Scritto da Flavio Migliore 08 Marzo 10 - 20:45
Tratto da una storia vera, davvero. Premessa: prima di leggere questo articolo vi consiglio di leggere l’intervista (vera) originale ad Alfredo Milioni (la trovate qui). Io ho provato con tutti i mezzi a mia disposizione, ma la sua fa molto più ridere.Si chiama Alfredo Milioni ed è l’uomo delegato dal PdL a consegnare le liste nella regione Lazio. Del suo fallimento in questa complicata e delicatissima impresa ne parlano ormai tutti i giornali. Quello che pochi sanno però, è il vero motivo del suo insuccesso. Milioni ha finalmente deciso, per la gioia di tutti i curiosi e per levarsi un peso dalla coscienza, di vuotare il sacco. Riportiamo di seguito l’intervista integrale.
Aggiungi un commentoGentile signor Antonio Di Pietro,
lei, oggi stesso, in tarda mattinata, ha affermato che "di fronte ad uno sfregio così evidente alla democrazia, serpeggiano l'ipocrisia e il falso perbenismo di coloro che sostengono che la colpa sia solo di chi ha commesso questo fatto grave, lasciando fuori le responsabilità di chi doveva fare il controllore".
Lei forse non lo sa - vuoi per ignoranza congenita, vuoi per falsa ignoranza a buon pretesto - ma accusa proprio lei stesso: vede, signor Di Pietro, che il dovere di vigilare sulla maggioranza, sulla sua attività legislativa è riconosciuto anche e innanzitutto all'opposizione.
Altrimenti dovrebbe spiegarci quali sono le funzioni che riconosce all'opposizione nella sua visione di politica. Altrimenti dovrebbe spiegare ai suoi elettori cosa l'hanno votata a fare. Ma mi rendo conto, per quest'ultimo caso, che non sono fatti miei.
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McItaly, pizza e mandolino, parte IV
Scritto da Alessandro Natale 05 Marzo 10 - 19:16
Continua da McItaly, pizza e mandolino, parte III.
Di seguito la lettera scritta da Carlo Petrini (Presidente di SlowFood), metaforicamente inviata al panino McItaly, pubblicata da La Repubblica.
Lettera al Panino McItaly
«Se c'è mai stato un segno della bancarotta morale del governo di Silvio Berlusconi, è la vista di un grembiule McDonald's avviluppato attorno alla snella figura del ministro dell'agricoltura, Luca Zaia, che ha aiutato a lanciare la nuova linea di hamburger "McItaly"».
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