Tutto quello che dovete sapere sugli Oscar 2010
Scritto da Valerio Moggia 09 Marzo 10 - 22:24
Il duello che con lapalissiana fantasia è stato definito “Davide contro Golia” si conclude in maniera conforme alla leggenda. Il colossal di James Cameron straccia il precedente Titanic ai botteghini, ma delude sul red carpet (vedi Avatar e la nuova era), confermando la lunga avversità dell’academy nei confronti degli sci-fi (basti vedere le magre figure di 2001: Odissea nello spazio, Blade runner, E.T., ecc.).
Trionfa, invece, il war movie a basso costo The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, ex moglie di Cameron, prima regista donna a vincere l’Oscar, in un’annata che ha visto la guerra al centro dei temi preferiti dalla giuria (oltre al film della Bigelow anche Bastardi senza gloria, The messenger e lo stesso Avatar).
L’occhio della Bigelow è freddo e cinico, "riesce a farti odiare la guerra pur mostrandotela attraverso gli occhi di un uomo che ne è assuefatto", dice Gianni Canova; riesce a tendere i fili della tensione per tutto l’anno che il nostro protagonista (l’ottimo Jeremy Renner) passa a Bagdad, per poi mollarli dopo il suo ritorno in America, giustificando il sorprendente finale. Non per niente, la regista californiana, donna stupenda nonostante i suoi cinquantotto anni, ottiene anche il premio per la miglior regia, il suo The Hurt Locker vince anche la miglior sceneggiatura originale (strappata a Tarantino), il miglior montaggio, il miglior sonoro ed il miglior montaggio sonoro.
Un panino, il mio regno per un panino
Scritto da Flavio Migliore 08 Marzo 10 - 20:45
Tratto da una storia vera, davvero. Premessa: prima di leggere questo articolo vi consiglio di leggere l’intervista (vera) originale ad Alfredo Milioni (la trovate qui). Io ho provato con tutti i mezzi a mia disposizione, ma la sua fa molto più ridere.Si chiama Alfredo Milioni ed è l’uomo delegato dal PdL a consegnare le liste nella regione Lazio. Del suo fallimento in questa complicata e delicatissima impresa ne parlano ormai tutti i giornali. Quello che pochi sanno però, è il vero motivo del suo insuccesso. Milioni ha finalmente deciso, per la gioia di tutti i curiosi e per levarsi un peso dalla coscienza, di vuotare il sacco. Riportiamo di seguito l’intervista integrale.
Aggiungi un commentoGentile signor Antonio Di Pietro,
lei, oggi stesso, in tarda mattinata, ha affermato che "di fronte ad uno sfregio così evidente alla democrazia, serpeggiano l'ipocrisia e il falso perbenismo di coloro che sostengono che la colpa sia solo di chi ha commesso questo fatto grave, lasciando fuori le responsabilità di chi doveva fare il controllore".
Lei forse non lo sa - vuoi per ignoranza congenita, vuoi per falsa ignoranza a buon pretesto - ma accusa proprio lei stesso: vede, signor Di Pietro, che il dovere di vigilare sulla maggioranza, sulla sua attività legislativa è riconosciuto anche e innanzitutto all'opposizione.
Altrimenti dovrebbe spiegarci quali sono le funzioni che riconosce all'opposizione nella sua visione di politica. Altrimenti dovrebbe spiegare ai suoi elettori cosa l'hanno votata a fare. Ma mi rendo conto, per quest'ultimo caso, che non sono fatti miei.
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McItaly, pizza e mandolino, parte IV
Scritto da Alessandro Natale 05 Marzo 10 - 19:16
Continua da McItaly, pizza e mandolino, parte III.
Di seguito la lettera scritta da Carlo Petrini (Presidente di SlowFood), metaforicamente inviata al panino McItaly, pubblicata da La Repubblica.
Lettera al Panino McItaly
«Se c'è mai stato un segno della bancarotta morale del governo di Silvio Berlusconi, è la vista di un grembiule McDonald's avviluppato attorno alla snella figura del ministro dell'agricoltura, Luca Zaia, che ha aiutato a lanciare la nuova linea di hamburger "McItaly"».
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Sulla faccenda Polverini-Formigoni c'è davvero poco da dire, tuttavia potrebbe essere abbastanza interessante. Doverosa una premessa: le elezioni vinte a tavolino o per impedimenti burocratici sarebbero preferibilmente da evitare, causa inutilità; d'altro canto le regole sono regole, creano dei vincoli ma creano anche la Libertà, in altri termini liberano attraverso un vincolo. Servono innanzitutto a permettere a tutti di partecipare, prima di impedirlo a qualcun altro.
Riflettevo sulle parole di ieri di Renata Polverini. Un'incessante lancio di attacchi del calibro di «vogliono la prova di forza? Gliela daremo, a piazza Farsene»; oggi proseguiti, da lei o per tramite dei suoi collaboratori, anche proprio sulla stessa piazza, tra i vari «è un golpe strisciante della sinistra», «è un complotto», «dietro quanto è accaduto, c'è una regia, una volontà di escluderci» (articolo de l'Unità).
Sostanzialmente è il berlusconismo spicciolo che conosciamo ormai da più di un decenno: e la giustizia a orologeria, e i complotti, e gli attacchi scorretti della sinistra, e noi che andiamo avanti lo stesso perché noi siamo noi e voi non siete un cazzo, e il mostro di Lochness, e un'imminente invasione di alieni comunisti da Marte, e badabum, e badabam, bla, bla, bla.
L'interessante è insito nella forma. Perché soffermandosi sulla persona di certi predicati verbali (ad esempio il primo "vogliono"), sorge spontanea una domanda: ma di chi cazzo parlano?
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